Per giungere alla line up senza troppa fatica e necessario conoscere a fondo alcuni piccoli segreti. Arrivare in spiaggia e buttarsi in acqua senza valutare questi aspetti basilari della tecnica, potrebbe costringervi a rinunciare. Sfruttando i canaloni. Abbiamo già parlato dei canaloni precedentemente affermando che sono delle zone, relativamente calme, in cui la corrente spinge verso il largo. In queste fasce di mare il fondale e più profondo a causa dell'azione erosiva the la corrente di ritorno esercita su di esso. Le onde, di conseguenza, faticano a frangere, favorendo la loro, localizzazione. Possono essere individuati osservando le aree di minore turbolenza. Adoperate, se è possibile, questi canali per giungere sulla line up. Dal promontori e dai moli. In alcuni spot esistono delle strisce di terra, naturali o artificiali, che si affacciano verso il mare superando le zone di frangenza.Queste medesime strisce potrebbero rivelarsi molto utili per giungere sulla linea di frangenza evitando di affrontare le onde direttamente. State attenti, pero, a scegliere bene il punto e il momento in cui è più opportuno buttarsi in acqua. Se, ad esempio, i frangenti sbattono sugli scogli, evidenziando un potenziale pericolo, siate cauti prima di avvicinarvi all'acqua, scegliete una zona in cui il fondale e abbastanza profondo e allontanatevi dal pericolo nuotando molto velocemente. Direttamente dalla spiaggia.Ci sono delle spiagge in cui i canaloni sono difficilmente utilizzabili; questo perché possono essere troppo lontani dalla zona in cui intenderete surfare o perchè sono situati in punti troppo pericolosi. Se il fondale e costituito da sabbia molto dura e degrada lentamente ed in modo omogeneo verso la riva, in caso di mareggiate assai consistenti, raggiungere la line up può diventare un'impresa ancora più difficile. In questo caso, non appena entrati in acqua, camminerete con vigore (finchè possibile), lanciandovi contro le schiume che arrivano e facendo passare la tavola sopra di esse, oppure andando sott'acqua (tenete sempre la tavola per evitare di far male a qualcuno). Nel momento in cui arriverete nel punto più distante raggiungibile a piedi aspetterete, spesso anche per qualche minuto, l'occasione più opportuna per nuotare verso il largo, e vale a dire il momento in cui il moto ondoso si attenuerà un poco e cesserà il set delle onde più grosse. Appena scorto questo breve attimo di tregua vi sdraierete subito sulla tavola e nuoterete il più velocemente possibile verso il largo. Talvolta, se sarete fortunati, uscirete subito, ma, altre volte, vi troverete a dover superare delle onde che, frangendovi addosso, vi riporteranno indietro. Come fare? Ecco the entra in gioco la tecnica del DUCK DIVE (tuffo dell'anatra). Se l’onda non e troppo grossa, e riuscirete a far fronte all'istinto di lasciare la tavola per immergervi, agirete in questo modo: appena vedrete arrivare l'onda, nuoterete velocemente verso di essa per acquistare sufficiente velocità. Non appena si troverà a qualche metro da voi, stenderete le braccia, spostando il peso del corpo in avanti, e, con l'ausilio del ginocchio, affonderete la tavola il più possibile (circa un metro). Non appena sentirete l'onda passare sopra la vostra testa, alzerete l'altra gamba verso l'alto. Questo movimento, grazie all'ausilio del ginocchio, che fungerà da perno, applicherà la spinta dell'onda sulla parte posteriore della tavola facendola puntare verso l'alto e permettendovi di sbucare dietro di essa.
Come già detto precedentemente, evitate di lasciare la tavola per qualunque motivo: potrebbe esserci qualcuno dietro di voi. Tratto da "IL SURF DA ONDA IN ITALIA" di Andrea Nani |
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